Ntario's profileA Fool's DisguiseBlogLists Tools Help

Ntario

Location
Interests
ciascuno è il peggior narratore di se stesso. quando raccontiamo di noi non facciamo altro che filtrare e forzare quello che ciriguarda e ci orbita attorno. scrivere delle inutili righe in questa sede non fornirà mai un mio profilo, chi sono è meglio intuirlo dai miei inteventi, dalla mia musica, dai libri che ho letto e leggerò.
by 
by 
by 
by 
by 

A Fool's Disguise

January 22

Moccia a tte!

 

“Se un giorno di alzi e non vedi il sole, o sei morto o sei il sole” (J.M.)

"I giorni di pioggia non sono i più brutti, sono i giorni in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo" (Anonimo)

 

 


Moccia a tte!


 

Ho letto Amore 14 di Federico Moccia.
Non sto scherzando.
Curiosità? Interesse “scientifico”?
Sia l’una che l’altro ma so già che le facili battutine si sprecheranno (giustamente direi)…
Al di là della nulla portata artistica dell’opera in questione, su cui non mi soffermo perché indiscutibile, la lettura di questo libro s’è rivelata parecchio interessante e carica di spunti di riflessione: si, si è bello avere tempo da perdere…
L’autore adatta la sua scrittura a quella di una quattordicenne, cosa che immagino non gli sia risultata per niente difficile, e sciorina tutto il gergo tanto amato dai gggiovani per raccontare le gesta di un’adolescente media italiana.
C’è di tutto: youtube, gli scherzi ai professori, esilaranti righe sulla scoperta del sesso, gruppetti musicali e marchi alla moda, scontri generazionali, voglia di libertà e ordinaria trasgressione.
Le righe più belle il nostro le regala quando affronta alcuni luoghi comuni su neri, rumeni e gente di bassa estrazione sociale, proprio come li descriverebbe una ragazzina, una ragazzina cresciuta a pane (poco) e Studio Aperto (tanto).
Come dire, si deresponsabilizza mettendosi nei panni, e nella penna, di una quattordicenne.
Per dare legittimità al suo lavoro però, il buon Moccia non manca di auto citarsi, attribuendosi lui stesso il ruolo di cantore di una generazione e la cosa divertente/inquietante è il modo in cui realizza tutto ciò.
Alla giovane protagonista del racconto fa esprimere giudizi negativi sui suoi romanzi precedenti, in ciò ricalcando sapientemente lo snobismo modaiolo di certe ragazzette per le quali fa figo denigrarli, mentre a figure più esperte e mature tocca il compito di farne emergere lo spessore.
Se è inutile dire che ciò esprime un, non troppo, velato giudizio di valore (positivo) su di sé e (negativo) sulla capacità critica delle ragazzine che comunque lo fanno campare, va ad ogni modo precisato che Moccia conosce perfettamente la scarsa capacità d’analisi del suo uditorio: la generazione delle citazioni passa il tempo a considerare unica la sua seriale esistenza e a trascrivere dove capita frasi celebri prese da internet, da testi di canzonette o, va da sé, dai libri di Moccia…





September 30

Cu niesci arriniesci?

 
 

…e mentre mi accingo a fottere un posto di lavoro ed un banco universitario ad un onesto padano, do l’addio a questo blog e l’arrivederci alla mia città à la maniere de Offlaga Disco Pax:

 

La mia famiglia.

Appiccè.

La tua mano sulla mia e tutto ciò che ha significato e significa.

Il mare, il sole e le arance.

Mondello d’inverno.

"La tre giorni" del Manzella.

Fabio cultore del bel seno, poeta sublime e con lo stomaco sempre in fiamme...ma è colpa dell'insalata.

“Amunì ca Ciccio avi suannu”.

Il tourer.

Monte Vago…c’arristò cca!

Il Cinematografò e Ballarò.

Piazza Magione.

“La tris fumé” del Manzella.

I week-end mazaresi.

Valeria e maria de filippi.

“A torreeta coo sciiiscio, suu ragasa”.

Il sindaco cammarata e tutta la giunta di centro-destra...seeeeeee.

Il Palermo e le promozioni in B e in A.

Lo striscione “Dio è grande ma Cappioli unn cugghiunia”…poesia.

La scritta al museo Salinas con tanto di disegnino esplicativo: “to matri sbatti l’ova chi minni”…poesia # 2. (V.M. 18)

L’insegnamento datoci da un oscuro poeta metropolitano, ovvero un tizio mmriacu comu na scimia, durante un ferragosto: “ragazzi ricordatevi, scricchiatevi sempre il cervello”.

La lezione di vita di un fine viveur: “minchia iu a quaittoddicianni ficcava com’un cuinnutu”. (V.M. 18)

A frittola, i stigghiuola, u mussu e a quarumi.

A musica ri tunisini.

La musica dell’Inglese.

Beni DemoEtnoAntropologici, detto così, tutto d’un fiato.

 

…nkia rrisati!

January 07

Lo spirito del tempo

 
billysiva
(copyzagn by Rionices)
 
Il 2007 è stato l'anno di "Zaicist" senza ombra di dubbio.
Lo spirito del tempo, del nostro tempo, si respira anche nella musica che allieta e/o satura le orecchie degli ascoltatori e, visto i tempi bui che corrono, quale disco, se non la più grossa delusione dell'anno, può essere preso a simbolo musicale del 2007?
Dalla pronuncia storpiata (Stefaniaa?), alle spassose ironie su possibili usi alternativi del nome (Stefaniaa?), alla proposta francamente piatta e deludente, gli ascolti di "Zaicist" hanno accompagnato la seconda metà del mio 2007 traghettandomi in un certo senso alla "fine" della mia adolescenza...
...per carità, a 25 anni l'adolescenza è già bella che andata da un pezzo ma nella sopraggiunta maturità (si spera...) rimangono sempre dei sogni che possiamo ancora definire adolescenziali...gli Smashing Pumpkins SONO uno di questi sogni, uno di quegli incontri che cambiano la vita e che indubbiamente contribuiscono a renderti quello che sei (chi mi ama, mi vuole bene, mi odia o mi detesta può "prendersela" un pò pure con Billy Corgan)...
Vedere e ascoltare Zeitgeist,  questa macchia sulla discografia immacolata della "mia" band, è stato come dare un affettuoso e definitivo saluto a BC, non più il semidio che credevo ma soltanto l'autore ormai stanco delle più belle canzoni che abbia mai ascoltato...
...le canzoni appunto...non (mi) serve ricercare l'emozione raschiando il fondo di un album contemporaneo davvero parco di bei momenti (di questa fase ricorderò e ascolterò con piacere soltanto Bleeding the Orchid, Neverlost, For God And Country oltre a Stellar e qualche altra b-side) quando posso riattualizzare la storia mia e della band che amo ascoltando il passato...un passato che sta alla base del mio bellissimo presente/futuro...
 
 
June 19

com'è triste Venezia...

 

Svegliarsi alle 4, dopo meno di 3 ore di sonno, per partire sapendo per certo di non trovare quello che ci si aspetta non è per nulla piacevole, l’aeroporto diventa di una malinconia incredibile in questi casi…

Sgomberati i pensieri negativi ho deciso comunque di prendere quel volo cercando di cogliere il meglio da questa gita veneziana, senza contare che osservare quei biglietti ridere beffardi sulla mia scrivania mi faceva acchianare una raggia pronta a scalfire l’espressione basita ma mai eccessiva che ho tenuto da quando giove pluvio ha deciso di accanirsi contro il parco di San Giuliano…sarà che per adesso sono talmente assuefatto alle mazzate che non riesco nemmeno ad esternare le incazzature.
Ad ogni modo la giornata a Venezia è stata per nulla banale e per nulla da dimenticare: inutile dire che la città si presenta bellissima (per quel che ho potuto vedere).
Sull’aereo l’idea di poter passare 24 ore completamente da solo non mi era sembrata poi così malvagia sebbene ci fosse la possibilità (e l'auspicio) di incontrare altre zucche deluse in loco.
Nessuna descrizione dettagliata di quanto fatto, non mi va né credo interessi a qualcuno (che poi parliamoci chiaro, dei vari blog interessano solo le fotografie...), posso dire però che la Biennale è stato il motivo principale che mi ha portato nonostante tutto a Venezia.
Fin da subito ho scelto di dedicarmi alle esposizione principali evitando per mancanza di tempo le iniziative collaterali e le mostre nazionali (niente Bill Viola e Messico purtroppo): ne è valsa la pena, sebbene sia riuscito a girare per intero soltanto l’Arsenale e parte dei Giardini, e alla fine i piedi e le ginocchia doloranti non mi infastidivano più di tanto.
Intorno alle 17 invece, quando ormai ero pronto a passare il resto della giornata da solo, ho incontrato quelli che sarebbero stati i miei compagni di avventura per il resto della mia permanenza in Veneto: ho condiviso con tutti loro parole, canzoni, foto, stanchezza e, una volta rimasti in tre, le scomode sedie dell’aeroporto (con tanto di dolce risveglio al suono di urla indigene…qui da noi le chiameremmo stracchiuli ca s’aggaddavanu…)
La compagnia di queste persone e la Biennale hanno mitigato la delusione per la giornata e per tutto sto periodo in generale: partito per i Pumpkins mi sono ritrovato a bere un bicchiere a Piove di Sacco (ribattezzato da noi siculi per l’occasione Nubi di Isacco: ci si perdoni la citazione…) ma tant’è…
Tornato a casa, mangiato, dormito il pensiero di trasferirmi a Ceppaloni si è fatto nuovamente avanti…
May 23

Tarantula

 
 
De Martino ci ha insegnato che non c'era nessun ragno, solo esistenze precarie, traumi, frustrazioni psichiche, economiche, sociali e sessuali.
E allora forse non c'è stato nessun morso?
Allora è solo il contesto unito alla nostalgia a darmi i brividi?
Probabile.
Intanto ritorno un pò indietro nel tempo, mi perdo nei ricordi e aspetto quello che sarà. Emozionato.